Bene la prima tappa dell’Agenda Digitale, ma bisogna investire di più

L’83% delle aziende fallite nel 2013 non era sul web
“La prima tappa dell’agenda digitale, costitutita dalla fatturazione elettronica tra le aziende e la PA è andata bene. In
quasi 4 mesi, fino al 24 settembre, sono state emesse 616mila fatture elettroniche. A giugno, il tasso di fatture andato
subito a buon fine era stato del 60%, a luglio del 72% e ad agosto e settembre quasi l’80%”.

Elio Catania, presidente di Confindutria Digitale, così esprime grande soddisfazione per i risultati raggiunti durante
l’attuazione del programma messo a punto da Francesco Caio nel ruolo di Mr Agenda Digitale la scorsa primavera. Erano stati
programmati tre step: fatturazione elettronica dei contratti con enti pubblici, l’anagrafe unica e l’identità digitale. Gli
ultimi due step partiranno nel 2015.

“È dal 1999, anno del boom di internet, che l’Italia ha preso una deriva che ha portato al gap attuale. Da allora ad oggi, i
nostri investimenti in innovazione e in digitale sono stati stabilmente di alcuni punti sotto la media europea e questo ci
ha portato negli anni ad accumulare un ritardo di investimenti di circa 25 miliardi l’anno”, continua il Presidente di Confindustria Digitale.

Quale allora la direzione per i prossimi 24 mesi? Bisogna puntare su fatturazione, anagrafe, identità digitale, ma anche su fascicolo elettronico e didattica digitalizzata nella scuola. Per raggiungere tali obiettivi è fondamentale che le istituzioni investano e che diano al Paese un indirizzo unitario da seguire.

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