Come gestire il credito di imposta in fattura

Quando si parla di credito di imposta si intende un qualsiasi credito che il contribuente vanta nei confronti dello Stato. Il credito d’imposta può essere utilizzato per compensare eventuali debiti dell’azienda nei confronti dell’erario, per il pagamento dei tributi e, quando ammesso, se ne può chiedere il rimborso nella dichiarazione dei redditi.

La scelta di un regime agevolativo, ovvero del credito d’imposta, come previsto dalla Legge di Bilancio 2021, prevede degli obblighi a livello documentale che il cedente deve porre in essere. In particolare, nella fattura soggetta a credito di imposta dovrà essere obbligatoriamente inserita nella fattura di acquisto la dicitura contenente la norma di riferimento.

Regime agevolativo Dicitura in fattura
Credito d’imposta legge n.160/2019 Beni agevolabili ai sensi dell’articolo 1, commi 184-194, Legge 160 del 27.12.2019

 

Credito d’imposta legge n. 178/2020

 

Beni agevolabili ai sensi dell’articolo 1, commi 1051 – 1063, Legge 178 del 30.12.2020

 

La legge di Bilancio 2021 ha delineato il sistema di agevolazioni previste per le imprese, indicando i vari crediti di imposta previsti per legge. Tra questi annoveriamo il credito di imposta per l’acquisto di nuovi beni strumentali, che supportano e incentivano le aziende a investire sulla trasformazione digitale e tecnologica dell’attività.

Di seguito le principali disposizione in materia di credito di imposta per nuovi beni strumentali, contenuti nella legge di Bilancio 2021:

Credito d’imposta investimenti in beni strumentali

L’articolo 1, commi 10511063, L. 178/2020, introduce una disciplina innovata del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali, introdotta dall’articolo 1, commi 184-197, L. 160/2019, agli investimenti effettuati dal 16.11.2020 al 31.12.2022, incluse le prenotazioni al 31.12.2022 con effettuazione degli investimenti entro il 30.06.2023.

Le principali novità della disciplina innovata sono:

  • potenziamento delle aliquote agevolative;
  • aumento dei massimali di spesa ammissibili;
  • ampliamento dell’ambito applicativo;
  • accorciamento del periodo di fruizione a 3 quote annuali di pari importo;
  • ulteriore riduzione a compensazione in unica soluzione nel caso di investimenti in beni ordinari per soggetti con ricavi o compensi inferiori a euro 5 milioni (nel periodo 16.11.2020-31.12.2021);
  • accelerazione della fruizione dal periodo di entrata in funzione o interconnessione.
Tipologia di bene Periodo di effettuazione investimento Aliquote e tetti di spesa complessivi
Beni materiali e immateriali ordinari
 
2021 10%
15% smart working
Tetto 2 milioni di euro (materiale)
Tetto 1 milione di euro (immateriale)
2022 6%
Tetto 2 milioni di euro (materiale)
Tetto 1 milione di euro (immateriale)
Beni materiali 4.0 2021 –        50% fino a 2,5 milioni di euro
–        30% oltre 2,5 fino a 10
–        10% oltre 10 fino a 20
2022 –        40% fino a 2,5 milioni di euro
–        20% oltre 2,5 fino a 10
–        10% oltre 10 fino a 20
Beni immateriali 4.0 2021/2022 20% fino a 1 milione di euro

Per poter beneficiare del credito di imposta, oltre all’inserimento obbligatorio in fattura della dicitura prevista per legge, potrà essere prevista una documentazione integrativa da allegare alla fattura.

  • offerta del fornitore
  • conferma d’ordine
  • contratto di acquisto del bene o contratto di locazione finanziaria
  • tutte le fatture elettroniche emesse dal fornitore a titolo di acconto e di saldo, ovvero emesse dal locatore finanziario
  • tutti i documenti di trasporto del bene e delle sue componenti
  • il verbale di collaudo, attestante l’entrata in funzione del bene.

Tuttavia, qualora mancasse la dicitura in fattura con la normativa di riferimento, l’Amministrazione Finanziaria – con Risposte ad Interpello n. 438 e 439 del 5 ottobre 2020 – ha chiarito che è possibile usufruire del beneficio in parola a condizione che si proceda alla regolarizzazione del documento di spesa già emesso.

Nello specifico, l’Agenzia delle Entrate suggerisce alcune soluzioni:

Documenti emessi in formato cartaceo

In relazione ai documenti emessi in formato cartaceo (ad es. da fornitori UE o extra UE), il cessionario potrà riportare autonomamente la dicitura su ciascuna fattura, con “scrittura indelebile” o mediante “utilizzo di apposito timbro” (sia sulle fatture di saldo che di acconto). Tale dicitura è consigliabile inserirla anche sui documenti connessi: ordini, conferma ordine, contratti, DDT, verbali di collaudo e consegna, contabili di pagamento e bonifici.

Documenti emessi in formato elettronico

Qualora, siano state ricevute fatture in formato elettronico, l’acquirente avrà due soluzioni alternative:

  • stampare il documento, annotando sulla copia cartacea, con “scritta indelebile”, il riferimento normativo e conservarlo ai sensi dell’art. 39 del DPR 633/72;
  • realizzare un’integrazione elettronica da unire all’originale e conservarla insieme allo stesso (Cfr. Circolari n. 13/2018 e n. 14/2019). In altri termini, il cessionario dovrebbe predisporre un altro documento, “da allegare al file della fattura in questione, contenente sia i dati necessari per l’integrazione sia gli estremi della fattura stessa”, che dovrebbe successivamente essere trasmesso allo SdI.

Per quanto riguarda l’Invio in conservazione, nell’Articolo 1 Comma 1062 – In vigore dal 01/01/2021 viene chiarito quanto segue:

  1. Ai fini dei successivi controlli, i soggetti che si avvalgono del credito d’imposta sono tenuti a conservare, pena la revoca del beneficio, la documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili. A tal fine, le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati devono contenere l’espresso riferimento alle disposizioni dei commi da 1054 a 1058.

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