Il web riserverebbe un giudizio complessivamente negativo sulle pubbliche amministrazioni digitali

I risultati della ricerca dell’edizione 2013-2014 dell’Osservatorio eGovernment della School of Management del Politecnico di Milano, riflettono la necessità di individuare modelli organizzativi ed economici volti a rendere sostenibile la gestione dell’innovazione per la PA.

L’analisi, effettuata tra novembre 2013 e maggio 2014, ha preso in esame oltre 730.000 commenti pubblicati sui Social Network da utenti italiani che discutevano esplicitamente di Pubblica Amministrazione e PA digitale. Nonostante il giudizio complessivamente negativo sugli enti pubblici, tanto più se digitali, i recenti aggiornamenti amministrativi sembrano aver notevolmente migliorato il sentiment da parte dei fruitori. Emerge infatti un apprezzamento per gli sforzi fatti in materia di digitalizzazione, intesa come possibilità di semplificazione e  di vantaggio economico. Tra le note critiche, invece, i limiti infrastrutturali e i ritardi registrati.

L’indagine, condotta dall’Osservatorio, evidenzia che circa il 60% degli Enti ha sviluppato progetti di innovazione nell’ultimo anno e di questi, il 50% sta gestendo più di un progetto. Tuttavia, meno del 33% dei Comuni dichiara di aver portato a termine con successo più del 75% dei progetti avviati negli ultimi 3 anni e uno su quattro non è riuscito a portarne a termine nessuno. La principale criticità sembra risiedere nella mancanza di competenze e risorse. Questi limiti diventano difficilmente gestibili nei Comuni con meno di 10.000 abitanti, dove più dell’80% non ha istituito un ufficio dedicato all’innovazione.

La collaborazioni tra Enti sembra essere la strada giusta per migliorare i processi di innovazione da parte delle PA: il 92% di chi l’ha sperimentata ha rilevato una riduzione dei costi dell’ICT e un miglioramento nella qualità dei servizi.

 

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