Scatta oggi l’obbligo FatturaPA per gli uffici della pubblica amministrazione, e per tutti gli enti che forniscono beni e servizi, privati e non, presso gli enti pubblici.

Secondo le previsioni, saranno circa non meno di 46mila gli enti coinvolti nel processo di adeguamento all’obbligo FatturaPA, e 2 milioni fra attività, partite Iva e attori commerciali che dovranno innovare i loro strumenti contabili per interagire con la pubblica amministrazione.

La trasmissione digitale della fattura elettronica consiste nella trasmissione dei dati di fatturazione a clienti e fornitori in formato xml, o zip per il formato compresso (se si tratta di più fatture).

L’obbligo FatturaPA prevede che debbano essere garantiti la data di emissione, l’integrità del contenuto e l’autenticità della firma elettronica. La trasmissione è vincolata alla presenza del codice identificativo univoco dell’ufficio destinatario della fattura riportato nell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni, per l’invio tramite il Sistema di Interscambio (SdI)

Vediamo ora come deve essere strutturata, facendo riferimento alla Direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto:

  • La fattura elettronica deve contenere la data di emissione;
  • Deve essere identificata in modo univoco da un numero progressivo;
  • Bisogna indicare ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cedente o prestatore, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti;
  • numero di partita Iva del soggetto cedente o prestatore;
  • ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cessionario o committente, del rappresentante fiscale nonché l’ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti;
  • numero di partita Iva del soggetto cessionario o committente ovvero, in caso di soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro dell’Unione Europea, numero di identificazione Iva attribuito dallo Stato membro di stabilimento; nel caso in cui il cessionario o committente residente o domiciliato nel territorio dello Stato non agisce nell’esercizio d’impresa, arte o professione, codice fiscale;
  • natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi formanti oggetto dell’operazione;
  • corrispettivi ed altri dati necessari per la determinazione della base imponibile, compresi quelli relativi ai beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono;
  • corrispettivi relativi agli altri beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono;
  • aliquota, ammontare dell’imposta e dell’imponibile con arrotondamento al centesimo di euro;
  • data della prima immatricolazione o iscrizione in pubblici registri e numero dei chilometri percorsi, delle ore navigate o delle ore volate, se si tratta di cessione intracomunitaria di mezzi di trasporto nuovi;
  • annotazione che la stessa è emessa, per conto del cedente o prestatore, dal cessionario committente ovvero da un terzo.

Il SdI è solo il mezzo informatico che permette l’invio della fattura elettronica xml, ma non ha alcun ruolo amministrativo, e non è idoneo per l’archiviazione e alla conservazione a norma dei documenti. Per adempiere agli obblighi abbiamo bisogno di un sistema di gestione documentale che guida l’intero processo di fatturazione elettronica e non solo. Scopri MAW DOCUMENT MANAGEMENT, per la gestione documentale integrata delle tue fatture.

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